ULTRABLU

Outsider Art

ULTRABLU

“ La mia arte è in realtà una confessione

Fatta spontaneamente, un tentativo di chiarire

A me stesso in che relazione sto con la vita. Fondamentale

Una specie di egoismo, ma non perdo la speranza che

Grazie ad essa riuscirò ad aiutare altri a vedere più chiaro …”

Edward Munch

Da un punto di vista medico- sociale possiamo affermare che l’espressione artistica può essere di significativo aiuto ed essere un canale preferenziale nella riabilitazione e nel recupero sul piano neuro-psichico-relazionale dei soggetti affetti da autismo.

Nell’ultima classificazione DSM dell’American Psychiatric Association, l’autismo, inserito precedentemente nei Disordini Generalizzati di Sviluppo, è stato spostato dall’asse II (disordini a decorso lungo, stabili e con prognosi infausta) all’asse I (disordini episodici e transitori). Ciò implica non solo l’aver riconosciuto che i sintomi di questa patologia possono variare ed attenuarsi, cosa che non si verifica per i disturbi dell’asse II, ma anche e soprattutto l’importanza di un’ idonea e personalizzata riabilitazione per il recupero della qualità della relazione umana, che è quella che alimenta la qualità della partecipazione sociale.

Riabilitazione, quindi prevenzione terziaria, proprio il campo della Medicina Sociale che è eminentemente preventiva e quindi si assume il diritto ed il dovere di monitorare la disabilità. Per tale motivo abbiamo creato ULTRABLU. Infatti l‘arte è un elemento insostituibile per poter integrare il mondo dei disabili con quello dei cosiddetti “normodotati”; uno strumento “oltre l’handicap” in grado di rimuovere tutti i preconcetti che innalzano vere e proprie barriere tra questi  due mondi.

L’unico requisito per partecipare alle attività di ultrablu è che vi sia nel soggetto un interesse, una curiosità particolareggiata per l’arte. La creatività ha come base anatomo- funzionale la “plasticità” del sistema nervoso centrale che, pur in presenza di danni organici anche rilevanti, è in grado di riorganizzarsi per sviluppare specifiche funzionalità, se l’ambiente produce stimoli adeguati. Tenendo conto di ciò potremmo, in un certo senso, creare dei “disabili- abili”o ,comunque, ottenere una riduzione del grado sintomatologico di handicap attraverso l’aumento del grado di partecipazione sociale: inclusione a tutti  gli effetti.

Vogliamo pertanto che ULTRABLU rappresenti un particolare modello integrativo ed inclusivo per i soggetti affetti da questa patologia.

Dott.ssa Monica Nicoletti

LABORATORI E WORKSHOP

ULTRABLU

Associazione Culturale

Via Germanico 107

00192 Roma

ultrablu107@gmail.com

ultrablupublishing@gmail.com

Tel. oo39 3804544288

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